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25 Novembre 2020

Nell’ambito del Piano straordinario per la promozione del Made in Italy, l’ICE Agenzia ha sottoscritto nei giorni scorsi un accordo con Alibaba.com, la piattaforma B2B leader mondiale, per creare una sezione dedicata alle PMI italiane il “Made in Italy Pavillion”.

Alibaba è il portale di export digitale che permette ai buyer internazionali di ricercare produttori di beni a livello mondiale, in tutte le categorie merceologiche. Attualmente ci sono 150 milioni di utenti registrati, di cui 18 milioni di buyer attivi, 40 settori produttivi e 5900 categorie merceologiche. Negli ultimi tre anni Alibaba.com ha visto una forte espansione al di fuori del mercato cinese, in particolare in Usa, Canada, Germania e Russia. 

La piattaforma Alibaba.com ospiterà una sezione dedicata alle aziende e ai prodotti del made in Italy, dove saranno inserite fino a 300 aziende italiane, per un periodo complessivo di 24 mesi, con possibilità di accedere ai servizi riservati alla Premium Membership del Gold Supplier Package di Alibaba.com che include un supporto personalizzato e un programma di formazione dedicato. 

L’Agenzia ICE finanzierà inoltre una campagna pubblicitaria della durata di 12 mesi per generare un flusso di traffico aggiuntivo sulle vetrine delle aziende aderenti.

Per quanto concerne il profilo delle aziende partecipanti, non è specificato un requisito minimo di fatturato all'estero (export), che tuttavia deve riferirsi all’ultimo anno fiscale, ma è fortemente consigliato un buon livello di esperienza nella gestione di vendite online e/o internazionali.

L'iniziativa dell’ICE prevede anche dei webinar di approfondimento per i diversi settori (Food&Beverage, Apparel, Beauty, Machinery).

La partecipazione all'iniziativa non prevede costi di accesso e di apertura dell'account.


Leggi la circolare ICE e la brochure con tutte le indicazioni utili alle aziende ai fini della loro richiesta di partecipazione.  Scarica il regolamento e le modalità di partecipazione  Partecipa al progetto

Per informazioni ed approfondimenti: Ufficio Internazionalizzazione Confartigianato Imprese Pistoia: Massimo Bianchi Tel 0573 937886 e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 

24 Novembre 2020

Confartigianato Pistoia organizza un incontro in Diretta Facebook con Alessandro Tomasi Sindaco di Pistoia e il Presidente della Provincia Luca Marmo per affrontare i tanti temi legati alle difficoltà delle imprese chiuse (commercio , estetica ) e anche di quelle attività che pur rimanendo aperte, versano in enormi difficoltà economiche. I nostri ospiti ne parleranno con Alessandro Corrieri  e Alessandro Pellegrini, Presidente e Segretario di Confartigianato Pistoia Invitiamo imprenditori e cittadini a seguire la diretta durante la quale potranno rivolgere le loro domande ai nostri ospiti. Per chi volesse anticiparci le domande può farlo a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

24 Novembre 2020

Confartigianato Pistoia attraverso il Presidente provinciale Acconciatori, Hugo Morrone, precisa che facendo riferimento  alla norma  174/2005, dove si prevede all’articolo 3, la possibilità di svolgere l’attività presso la sede designata dal cliente, essa specifica altresì che ciò deve avvenire “nel rispetto dei criteri stabiliti dalle leggi e dai regolamenti regionali”.

La Legge Regionale n. 29 del 3 giugno 2013, all’art 4 comma 3 a chiare lettere, quindi in modo inequivocabile, descrive i casi in cui il lavoro dell’Acconciatore può essere svolto presso il domicilio del cliente: “Le imprese titolate all’esercizio dell’attività di acconciature in sede fissa possono esercitare l’attività anche presso la sede designata dal cliente in caso di sua malattia o altro impedimento fisico oppure, nel caso in cui il cliente sia impegnato in attività sportive, in manifestazioni legate alla moda o allo spettacolo o in occasione di cerimonie o di particolari eventi fieristici  o promozionali”

Integrando la lettura della suddetta normativa con il DPCM del 3 novembre 2020, la cui ratio legis consiste in via prioritaria nel limitare i movimenti ed i contatti fra le persone ai fini del contenimento della pandemia, appare evidente che in caso di servizio a domicilio questo non garantisca , in questo momento,  in alcun modo il rispetto delle procedure  previste dai protocolli sanitari, questo perché il ricorso al lavoro a domicilio andrebbe a moltiplicare i contatti fra persone in ambienti non controllati e non controllabili oltretutto con persone con patologie.

 Se non vogliamo rispettare le norme, rispettiamo la Salute.

 

 

 

 

 

 

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