16 Aprile 2026
Divieto alle imprese di utilizzare riferimenti all’Artigianato senza essere iscritte all’albo delle imprese artigiane
Lo scorso 7 Aprile è entrato in vigore la legge n. 34 dell’11 marzo 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 2026, per cui a partire dalla quella data è vietato per le imprese utilizzare riferimenti all’artigianato senza essere regolarmente iscritte all’albo delle imprese artigiane.
In particolare, nessuna azienda potrà richiamarsi all’artigianalità nella propria denominazione, nel marchio o nella promozione dei prodotti e servizi, se non produce direttamente quanto dichiarato e se non è iscritta all’apposito Albo. Il divieto si estende anche a consorzi e società consortili non presenti nella sezione dedicata dell’albo.
In termini pratici, un prodotto potrà essere definito “artigianale” solo se realizzato da imprese formalmente riconosciute come tali, ponendo così un argine a pratiche ritenute scorrette.
Per garantire che la legge non resti lettera morta, il legislatore ha introdotto un regime sanzionatorio estremamente severo, pensato per scoraggiare qualsiasi tentativo di abuso.
Le violazioni saranno punite con sanzioni pari all’1% del fatturato aziendale, con un minimo di 25.000 euro per ogni infrazione.
I termini “artigianato” e “artigianale” non potranno più essere utilizzati in modo improprio. Entra infatti in vigore la nuova Legge annuale per le PMI, che riserva queste denominazioni esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo.
Una conquista importante, frutto dell’impegno di Confartigianato, che mette finalmente ordine in un ambito dove per troppo tempo si è generata confusione, penalizzando le imprese autenticamente artigiane.
Per Confartigianato Pistoia si tratta di un passaggio fondamentale: viene riconosciuto e tutelato il valore reale del lavoro artigiano, fatto di competenza, qualità e identità territoriale. Allo stesso tempo, si rafforza la tutela dei consumatori, che avranno la certezza di acquistare prodotti realmente artigianali.
La norma è chiara: solo le imprese in possesso della qualifica artigiana possono utilizzare queste denominazioni. In caso contrario, sono previste sanzioni rilevanti, fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro per ogni violazione.
L’impatto sarà significativo anche per il nostro territorio, dove l’artigianato rappresenta un pilastro economico e culturale, dalla manifattura tradizionale all’agroalimentare, fino ai settori più innovativi.
Con questa legge si chiude definitivamente la stagione degli utilizzi impropri e si apre una nuova fase fondata su trasparenza, correttezza e valorizzazione dell’eccellenza.
È un risultato che rafforza le nostre imprese e restituisce dignità a chi ogni giorno costruisce valore con il proprio lavoro.