fbpx

Confartigianato Pistoia: fase 2 la ripartenza. Considerazioni

PISTOIA - Confartigianato è in prima linea fin dall’inizio della pandemia da Corona Virus per contribuire con idee, proposte e sollecitazioni a fronteggiare le conseguenze sul tessuto produttivo di un evento catastrofico che ha pochi precedenti nella storia recente e meno recente del nostro Paese.

Gli esponenti della Confederazione sono intervenuti e continuano a farlo in tutte le sedi Nazionali, Regionali e locali per rappresentare le esigenze degli Associati ed in generale della micro, piccola e media impresa.

Come è naturale in un primo momento si è pensato soprattutto a salvaguardare la salute e l’incolumità dei lavoratori e degli imprenditori.

Tale concetto non è stato messo da parte e non lo sarà nel futuro prossimo e oltre.

E’ venuto però il momento che da parte del Governo Nazionale e delle singole Regioni – ognuno per le rispettive competenze – si dia il via a quella che tutti chiamano la fase due della pandemia: la ripartenza.

Confartigianato Imprese ha partecipato e partecipa assiduamente a tutti i tavoli intorno ai quali si forniscono idee e proposte concrete: a) per il rilancio dell’export made in Italy ,nei settori alimentari, della moda, dell’arredamento per rafforzare l’internazionalizzazione delle micro e piccole imprese. b) con indicazioni chiare per riaprire in sicurezza le attività di acconciatori e centri estetici c) per la tutela del settore trasporti che in alcuni momenti senza il nostro intervento ha rischiato di subire penalizzazioni pesanti. d) per determinare condizioni ottimali circa l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale indispensabili per una corretta e sicura ripresa dell’attività produttiva. e) Per emanare regole chiare e trasparenti adottando protocolli che siano di immediata e univoca interpretazione e consentire l’attivazione di processi di igienizzazione e disinfezione all’ interno delle unità operative di ogni specie.

Occorre in una parola far ripartire con urgenza tutte le attività artigianali che sono parte della spina dorsale della grande industria, integrate nella filiera produttiva di molti settori.

Con una nota inviata a tutti i Parlamentari rappresentanti della nostra Provincia ormai più di un mese addietro indicammo alcuni punti salienti da implementare per consentire la ripresa delle attività dopo aver messo sotto controllo la situazione sanitaria. Parlavamo di necessità di grandi iniezioni di liquidità, di snellimento delle attività burocratiche a tutti i livelli, riapertura dei grandi e medi cantieri per sostenere i livelli occupazionali.

Dobbiamo purtroppo rilevare che tutte le nostre aspettative per il momento appaiono cadute nel vuoto; proclami e spot comunicazionali ne sono stati fatti a iosa ma la sostanza tarda ad arrivare.

Le aziende hanno bisogno di liquidità – subito – non tra alcuni mesi.

Purtroppo le dinamiche in corso ci lasciano completamente basiti per la loro incapacità a rispondere concretamente a tale vitale esigenza. Oltretutto si parla di tempi di rimborso di fantomatici finanziamenti ‘’poderosi’’ in soli 6 anni.

Anche un ragioniere alle prime armi comprende che i tempi di rimborso dovranno essere ben superiori per consentire alle aziende di dimostrare agli Istituti di Credito le loro capacità di rimborso.

Lo snellimento della burocrazia continua ad essere sbandierata ma rimane una chimera. Si pensi che il documento che norma l’operatività per gestire gli spostamenti delle scadenze fiscali è composto da ben 40 pagine.

Abbiamo un Commissario straordinario per l’emergenza COVID19 al quale cammin facendo se ne è aggiunto un altro senza che nel concreto nessuno abbia capito la ratio se non la volontà di non assumere decisioni politiche coraggiose, anche se debitamente supportate da pareri scientifici. In epoca recentissima si è costituita una ‘’task force’’ per pianificare tempi e modalità per la ripresa delle attività. Al di la della valenza singola e ben conosciuta di alcuni componenti l’impressione è quella di un ulteriore appesantimento della burocrazia.

Invitiamo il Governo e le Autorità Regionali a svolgere pienamente il loro ruolo ed assumersi la responsabilità di far ripartire il Paese. Continuando così abbiamo poche probabilità di morire di corona virus ma molte probabilità di dichiarare il fallimento di un numero spropositato di aziende e quindi dell’intero sistema economico nazionale.

Il Presidente

Alessandro Corrieri