PUBBLICITÀ E ARTIGIANATO: UNA CONQUISTA PER LE IMPRESE CHE FANNO DAVVERO QUALITÀ. L'INTERVISTA AL PRESIDENTE ALESSANDRO CORRIERI

29 Luglio 2029

Per molti anni il termine “artigianale” è stato utilizzato con estrema facilità nella pubblicità, sulle confezioni dei prodotti, nei siti internet, nei social network e nelle campagne di comunicazione, anche da parte di imprese che non possedevano la qualifica di impresa artigiana. Una situazione che ha creato confusione tra i consumatori e, soprattutto, una concorrenza spesso ingiusta nei confronti di chi ogni giorno investe nella qualità, nella professionalità e nel rispetto delle regole.

Dal 7 aprile 2026 questo scenario cambia radicalmente. La nuova disciplina, introdotta dalla Legge annuale per le PMI e fortemente sostenuta da Confartigianato, stabilisce che i riferimenti all’artigianato e ai prodotti artigianali potranno essere utilizzati esclusivamente dalle imprese iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane oppure, nelle regioni dove l’Albo è stato soppresso – come la Toscana – dalle imprese iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese. Chi utilizzerà impropriamente tali definizioni nella propria comunicazione commerciale potrà essere soggetto a sanzioni molto pesanti, fino all’1% del fatturato aziendale, con un minimo di 25.000 euro.

Non si tratta semplicemente di una nuova regola burocratica, ma di un cambiamento culturale che restituisce valore a una parola che identifica un patrimonio di competenze, tradizione, innovazione e lavoro. Significa riconoscere il valore di migliaia di imprenditori che hanno scelto di essere artigiani e che ogni giorno rappresentano l’eccellenza del nostro territorio e del Made in Italy.

Abbiamo approfondito il significato di questa importante novità con il Presidente di Confartigianato Imprese PistoiaAlessandro Corrieri.

“Difendiamo il valore dell’essere artigiani” Intervista al Presidente Alessandro Corrieri

Presidente Corrieri, questa normativa è stata fortemente sostenuta da Confartigianato. Perché la ritenete una conquista così importante?

Perché finalmente viene riconosciuto un principio molto semplice: artigiano è chi artigiano lo è davvero. Per troppo tempo abbiamo visto utilizzare la parola “artigianale” come uno slogan commerciale, senza che dietro ci fossero i requisiti previsti dalla legge. Questo ha penalizzato le nostre imprese, che investono ogni giorno in professionalità, formazione, qualità e innovazione. Oggi, invece, si restituisce dignità a una qualifica che rappresenta un patrimonio economico, culturale e sociale del nostro Paese. È una vittoria delle imprese artigiane e di Confartigianato, che da anni chiedeva una norma capace di tutelare chi lavora nel rispetto delle regole.

Quale sarà il beneficio concreto per gli imprenditori artigiani?

Il beneficio più importante è quello di poter competere in un mercato più corretto e trasparente. Quando un consumatore legge la parola “artigianale” deve avere la certezza che dietro quel prodotto o quel servizio ci sia una vera impresa artigiana. Questo significa valorizzare chi ha investito nella propria attività e contrastare forme di comunicazione che, fino a oggi, rischiavano di creare confusione e concorrenza sleale.

Ma c’è anche un aspetto più ampio che ritengo fondamentale. L’impresa artigiana non è soltanto un soggetto economico: è anche un soggetto sociale, profondamente legato al territorio e alle comunità nelle quali opera. Le imprese artigiane creano lavoro, trasmettono competenze, formano i giovani, mantengono vivi i nostri centri e contribuiscono alla coesione sociale. Per questo, tutelare e valorizzare l’artigianato significa sostenere non soltanto l’economia, ma anche il progresso e la crescita della nostra società civile.

Come accompagnerà Confartigianato le imprese in questa fase di cambiamento?

Il nostro compito non finisce con l’approvazione della norma. Anzi, inizia una fase altrettanto importante. Informeremo le imprese, organizzeremo momenti di approfondimento, forniremo assistenza per verificare la corretta applicazione della normativa e aiuteremo gli associati ad adeguare tutta la comunicazione aziendale: dai siti internet ai social, dalle etichette al materiale promozionale. Vogliamo che ogni impresa affronti questo cambiamento con serenità, trasformandolo in un’opportunità per rafforzare la propria immagine e il proprio posizionamento sul mercato.

Qual è il messaggio che vuole rivolgere agli imprenditori e ai cittadini?

Agli imprenditori dico di essere orgogliosi della propria qualifica. Essere artigiani significa custodire un sapere che si tramanda nel tempo, innovare senza perdere il legame con la tradizione e contribuire ogni giorno alla crescita del nostro territorio. Ai cittadini, invece, rivolgo un invito a scegliere con maggiore consapevolezza. Da oggi la parola “artigianale” avrà un significato ancora più forte e rappresenterà una garanzia di autenticità, professionalità e qualità. Quando scegliamo un vero prodotto artigianale non acquistiamo soltanto un bene o un servizio: sosteniamo un’impresa, il lavoro delle persone, le famiglie e l’economia del territorio. In questo senso, scegliere artigiano significa anche contribuire allo sviluppo della nostra comunità e al progresso della società civile. Dietro ogni impresa artigiana ci sono competenze, relazioni, responsabilità e un legame concreto con il territorio. Sostenere l’artigianato significa quindi investire in un modello economico più vicino alle persone, più radicato nelle comunità e capace di generare valore non soltanto economico, ma anche sociale. Questa normativa è il risultato di un lungo lavoro portato avanti da Confartigianato a livello nazionale e rappresenta un passo avanti fondamentale per la tutela dell’artigianato italiano. Difendere il valore della qualifica artigiana significa difendere un modello d’impresa che continua a essere uno dei principali motori dello sviluppo economico e sociale del nostro Paese.

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