MPI esportatrici: +92% produttività rispetto a non esportatrici

ROMA (Ufficio studi) - Lo scenario economico internazionale che si delinea nei primi mesi del 2020 appare caratterizzato da rischi incombenti che potrebbero influenzare i processi di crescita.

Nel report dell’Ufficio studi presentato ieri nel corso dell’incontro del ‘Tavolo internazionalizzazione di sistema’ di Confartigianato se ne evidenziano quattro. La minore crescita del PIL mondiale dovuta al rallentamento della Cina e dell’economia globale, in corrispondenza con un picco di contagi di coronavirus, potrebbe arrivare a 116 miliardi di euro nel primo trimestre del 2020; su questo fronte viene segnalato che le esportazioni sul mercato cinese valgono 13 miliardi di euro. La produzione manifatturiera tedesca nel totale del 2019 ha ceduto del 4,5%, a fronte di un crollo del 14,9% della produzione di autovetture, con alcuni territori italiani che già nei primi tre trimestri del 2019 hanno risentito della caduta della domanda della Germania. I timori di una Brexit no deal hanno accentuato le vendite sul mercato del Regno Unito (+5,1% nei primi undici mesi del 2019, in accelerazione rispetto al +2,6% del 2018), incrementando le scorte: questi rifornimenti precauzionali potrebbero riflettersi in una minore domanda nei primi mesi del 2020. Le tensioni sullo scenario medio orientale e in Libia coinvolgono in modo particolare l’Italia, prima economia dell’Unione europea esportatrice sul mercato libico.

Nell’analisi viene sottolineato il ruolo di protagoniste sui mercati internazionali delle micro e piccole imprese. In Italia, economia con la più elevata propensione ad esportare del sistema di Mpi, le micro e piccole imprese esportatrici presentano migliori performance strutturali, evidenziando che l’esposizione alla concorrenza internazionale seleziona imprese relativamente più strutturate e più efficienti.

L’analisi combinata dei dati strutturali dell’Istat con quelli forniti da Eurostat sulle esportazioni per classi dimensionali, evidenzia che le MPI manifatturiere esportatrici presentano una dimensione media di 10,6 addetti per impresa, a fronte dei 3,7 addetti per Mpi non esportatrice, il doppio della media di 5,2 euro per addetto. Il fatturato per addetto delle Mpi che esportano è di 236 mila euro, il triplo dei 77 mila euro per addetto delle imprese che lavorano in esclusiva per il mercato interno. Va peraltro segnalato che tra quest’ultime prevalgono imprese interessate rapporti “di filiera”: nostre elaborazioni sui primi risultati del Censimento permanente delle imprese evidenziano il ricorso ad accordi di commessa il 68,9% delle micro e piccole imprese manifatturiere che hanno relazioni con altre imprese. Utilizzano accordi di subfornitura il 58,7% delle MPI manifatturiere; quest’ampia platea di MPI rimane esposta ai segnali di prezzo e di standard provenienti dai mercati internazionali su cui operano direttamente i loro committenti.

I processi di crescita guidati dalla domanda estera sono ulteriormente rafforzati dalle condizioni di maggiore produttività delle MPI esportatrici. Una micro e piccola impresa manifatturiera esportatrice, infatti, registra un valore aggiunto per addetto pari a 58.900 euro, pressoché doppio (+92,1%) rispetto ai 30.600 euro per addetto di una impresa manifatturiera non esportatrice.

La presenza sui mercati esteri accentua la domanda di lavoro delle MPI. L’esame dei dati Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, 2018 evidenzia che il 69,4% delle micro e piccole imprese esportatrici – fino a 49 dipendenti – assume personale, a fronte del 49,9% delle MPI non esportatrici. In generale le imprese che esportano tendono ad assumere un maggior numero di figure professionali ad elevata specializzazione di carattere tecnico; inoltre la quota delle entrate di operai specializzati è del 20,8% per le imprese esportatrici contro il 13,9% di quelle non esportatrici.

Per scaricare le tabelle: http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp

SFOGLIA ON LINE

GUIDA ALLE CONVENZIONI 2019

CARTA SERVIZI

ESPORTIAMO

banca del monte di lucca