Assemblea 2019. La relazione del presidente Alessandro Corrieri

Quest’anno abbiamo rinnovato le cariche associative e mi è stato affidato l’onore e l’onere di rappresentare a Pistoia questa grande Associazione che, a livello nazionale, è la più rappresentativa come numero di aderenti del nostro magnifico Paese.

Sento, in primo luogo, di dover ringraziare chi mi ha preceduto, Simone Balli, che con dedizione ha perpetrato un impegno che rappresenta l’artigianato pistoiese da oltre 70 anni; il nostro Direttore Alessandro Pellegrini, senza il quale difficilmente avremo potuto affrontare e uscire dal cambiamento che sta coinvolgendo tutti noi; i dipendenti, che negli anni si sono immedesimati nello spirito dell’associazionismo artigiano e che hanno trasformato gli uffici in ambienti familiari.

La mia famiglia che con pazienza mi ha supportato ed ha sopportato le mie assenze e mancanze, soprattutto mia moglie che porta sulle spalle il peso della famiglia e che ha fatto di tutto per assecondare la mia passione per Confartigianato.

La passione

Passione, questo sostantivo è l’origine del lavoro artigiano.

L’amore per l’arte della trasformazione, da singoli materiali a sistemi che regalano comfort, benessere, emozioni, dalle idee ai servizi, questo muove l’artigiano quotidianamente.

Il legame tra artigiano e territorio è un vincolo indissolubile.

Abbiamo la fortuna di vivere nei luoghi fra i più belli del mondo, siamo circondati dalla bellezza, ogni sguardo regala ispirazione e motivazione.

Penso, ad esempio, quando da via degli Orafi si apre alla vista Piazza del Duomo, quando giungi in Viale Verdi al cospetto del Tettuccio con alle spalle Montecatini Alto, entri all’interno dello stabilimento e fai fatica a respirare.

Ai tantissimi borghi, alle nostre montagne, rigogliose di verde e spigolose che probabilmente ci hanno trasmesso nel carattere questa ruvidità.

L’idea romantica dell’artigiano, ahimè, finisce qua.

Oggi il micro e piccolo imprenditore si scontra con l’amara realtà che valuta il lavoro dell’uomo attraverso algoritmi in contesti che non sono stati in grado di aiutare lo sviluppo armonico dell’Uomo.

La situazione a Pistoia

Il contesto pistoiese continua ad essere fra i peggiori della Toscana. A livello di reddito pro capite la differenza tra Pistoia e la Toscana è di meno 3860,00 euro pari ad un meno 13,90. Il tasso di disoccupazione provinciale è sceso dall’11,7% al 7,9% mentre il dato regionale è al 7,3%.

Nonostante questo, l’artigianato pistoiese è vivo ma la “resistenza” è ancora salda e la voglia di difendere i nostri valori e le nostre ragioni è forte.

L’azione di “lobby” che Confartigianato Imprese Pistoia porta avanti a livello locale, si basa e continuerà a basarsi sulla richiesta di una equa ripartizione della tassazione, sulla spasmodica lotta all’abusivismo ed al lavoro nero, all’accesso semplificato ai servizi da parte delle aziende e dei cittadini, a un rapporto collaborativo e costruttivo con gli Organismi di controllo affinché si declinino le leggi contestualizzandole.

Le micro e piccole imprese devono applicare normative che sono pensate per le grandi industrie, lo small businness act non ha ancora trovato attuazione, nonostante sia legge dello Stato, questo crea dei vincoli e aumenti di costi che non hanno proprio senso.

Si pensi che un’impresa è costretta a sprecare 238 ore per pagare le imposte, 67 ore in più della media europea.

Di motivi per lamentarci ve ne sarebbero moltissimi, negli ultimi anni, sono venute a mancare diverse figure istituzionali di riferimento per il mondo produttivo, penso alle Provincie ed alle Camere di commercio, che, in un maldestro tentativo di riforma, sono state private delle loro funzioni principali senza affidare agli Enti sostitutivi le dotazioni economiche ed umane per sopperire a tali mancanze.

E’ curioso che qualcuno si chieda ancora del come mai le proposte di modifica della carta Costituzionale furono sonoramente bocciate.

Probabilmente se si fossero ascoltati di più i corpi intermedi, abbandonando i deliri di onnipotenza, oggi avremo un sistema più snello con risparmi di spesa pubblica e maggiore efficienza.

Sottolineo l’importanza dei corpi intermedi e lo faccio non solo da un punto di vista ideologico, ma anche supportandolo con dati importanti.

Sono Presidente assembleare dell’EBRET, ente bilaterale dell’artigianato regionale toscano, all’interno del quale le associazioni datoriali e sindacali, si impegnano ad attuare le politiche di sostegno agli imprenditori ed ai lavoratori del comparto artigiano. A declinare e mettere in atto la parte afferente ai contratti di lavoro di secondo livello e alcuni dati danno l’idea del lavoro svolto.

Dal 2011 al 2018 sono stati erogati 3.750.000,00 euro come sostegno al reddito e 3.750.000,00 euro come contributi per l’innovazione tecnologica.

Potrei elencarvi ancora molti dati ma non voglio tediarvi con i numeri , per questo cito solo i molti riscontri al rimborso dei libri di testo ed il contributo erogato alle imprenditrici in maternità.

A livello provinciale c’è il FILA, anch’esso nato dalla volontà bilaterale, che eroga anche contributi per fiere: nel 2018 le erogazioni su questo fronte hanno impegnato il 12% delle risorse destinate ai finanziamenti. Altro intervento, che ha trovato avvio nel 2018, riguarda l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale.

Le Camere di commercio

L’idea, dunque, di fare di tutta l’erba un fascio non può essere accettata.

La Camera di commercio non fa eccezione.

Quella pistoiese è una Camera virtuosa con conti in ordine ed una proiezione congrua a quelle che sono le prospettive del territorio.

Può e deve fare meglio.

La contestazione non riguarda però le unificazioni, bensì lo svuotamento delle competenze, il limbo nel quale, per diversi anni si stanno lasciando le Camere di commercio, nelle quali viene tenuto l’albo artigiani e poco più.

Qualcosa si sta muovendo, ma visti i tempi biblici dei nostri apparati legislativi, questa situazione non cambierà a breve.

L'idea di associazione

L’idea di Associazione che vogliamo portare avanti è quella di un Associazione solida, collaborativa, seria, con forte radicamento nel territorio ma aperta a tutti, propositiva, dinamica e attenta.

Occorre intensificare i rapporti con Prato e Lucca perché la Provincia di Pistoia è un trait d’union fra queste due Province.

Serravalle separa due territori che senza soluzione di continuità congiungono Firenze a Lucca.

Lo sviluppo di questo asse rappresenta un valore aggiunto dove trova l’apogeo l’artigianato, l’industria, il commercio e l’agricoltura.

Le istituzioni devono favorire l’interscambio fra i territori con infrastrutture efficienti e sburocratizzazione.

In questi 60 km troviamo una miriade di Comuni, con tariffe, regolamenti, orari, addirittura siti internet diversi.

Questo è un ostacolo che deve essere affrontato e superato.

Le strade sono molte, dall’unione dei Comuni ai servizi integrati, crediamo che non ci sia una risposta univoca a questa domanda, ma immaginiamo una Provincia di Pistoia dove 4 macroaree (Pistoia, la Piana Pistoiese, la Valdinievole e la Montagna) si pongano come referenti alle Istituzioni.

Le infrastrutture

Siamo rimasti con infrastrutture degli anni ‘40, scelte sbagliate, veti ed interessi particolari hanno di fatto impedito il loro sviluppo.

Positivo il raddoppio ferroviario sulla tratta Pistoia-Montecatini ma è necessario risolvere il nodo Montecatini-Pescia.

Confartigianato Imprese Pistoia è aperta a discutere qualsiasi progetto senza pregiudizio, basta che si tenga conto delle esigenze delle comunità affinché le opere portino effettivi vantaggi economici e sociali.

Il costo di comunità separate non ha confronti con nessun altro costo di tipo economico.

E’ necessaria la terza corsia autostradale da Firenze a Lucca.

Non è accettabile, nel 2019 impiegare un’ora (quando siamo fortunati) per fare 30 km, come non è più accettabile impiegare 20 minuti per andare da Pistoia a Quarrata, o da Pescia a Montecatini utilizzando strade provinciali.

Questo quando non troviamo ponti chiusi.

Ed ancora percorrendo le strade della nostra montagna ci rendiamo conto dello stato disastroso in cui si trovano.

Le sfide della Politica

Le sfide che deve affrontare la politica, quella con la P maiuscola, sono quelle propedeutiche alla crescita.

La pianificazione del territorio è fondamentale per il suo sviluppo e assume sempre maggiore importanza la manutenzione.

La manutenzione dei territori e la sua messa in sicurezza coinvolge e deve coinvolgere sempre di più le imprese artigiane.

Siamo assolutamente contrari agli affidamenti degli appalti attraverso procedure al massimo ribasso, crediamo nelle offerte economicamente vantaggiose con rigorosi controlli sulla corrispondenza fra l’offerta e la sua realizzazione.

Per le gare sotto soglia, chiediamo che venga effettuata una rotazione puntuale in modo da coinvolgere la maggior parte di aziende possibile.

L’edilizia è ancora in forte crisi, occorre che anche gli Enti locali diano il proprio contributo, sia attraverso gli investimenti sia rimodulando, rivisitandoli al ribasso, tutti gli oneri che gravano su modifiche catastali o di ristrutturazione.

Il peso degli oneri fiscali diretti, indiretti ed i costi contributivi penalizzano la competitività delle imprese in modo insopportabile.

Consideriamo che il costo dell’energia, in particolare l’elevato prelievo fiscale, determina - per una piccola impresa con consumo elettrico entro 500 Mwh - uno spread di 1,92 c€/Kwh rispetto ad una piccola impresa nella media dell’Eurozona.

Il prezzo del gasolio pagato dalle imprese italiane è tale che quando ci sarà la Brexit, l’Italia avrà il primato per il “peso del fisco” sul prezzo del combustibile pagato dalle imprese, pari a 0,6179 c€ al litro.

Per aiutare aziende e privati ad affrontare la giungla di offerte energetiche, Confartigianato Imprese Pistoia e Confartigianato Imprese Prato hanno costituito il consorzio Multienergia, che da molti anni opera con grande soddisfazione sul mercato libero.

Il consorzio è uno strumento a servizio della comunità che, oltre ad offrire tariffe molto concorrenziali, da la possibilità di avere sempre interlocutori collocati presso le sedi della nostra associazione al fine di risolvere ogni problema.

La tassazione locale grava sulle imprese in maniera sproporzionata rispetto ai reali consumi e fabbisogni.

L’ascolto, l’elaborazione delle idee dei nostri soci, il confronto serrato e franco ci ha permesso di sviluppare progetti che stanno dando risultati eccellenti.

Esportiamo è un fiore all’occhiello, rappresenta l’idea che abbiamo di fare associazione.

Nato da esigenze contingenti di aziende esportatrici, è diventato uno stimolo per diversi imprenditori nell’affrontare nuovi mercati, consapevoli che una struttura di supporto capace e competente, oltre a sostenere il progetto, attenua la paura di affrontare i cambiamenti che si rendono necessari per rimanere sul mercato.

Non posso sottrarmi nell’affrontare il difficile rapporto fra il credito e le micro e piccole imprese.

Il contesto che ci troviamo ad affrontare è costituito da pochi ed enormi gruppi bancari che continueranno a fondersi rimanendo in cinque- sei al massimo, creando di fatto un oligopolio.

Alla faccia della sbandierata concorrenza, tanto cara alla nostra Europa!!!

Probabilmente, come nella “Fattoria degli animali”, siamo tutti uguali ma qualcuno è più uguale degli altri.

Questo processo ha reso non economico finanziare le micro e piccole imprese.

Infatti, dal rapporto della Cciaa, emerge che il credito erogato alle imprese nel 2018 è diminuito del 2,05% contro un -0,15% regionale. Le imprese con più difficoltà ad accedere al credito sono state le piccole: meno 2,96% contro una media regionale del 1,01%.

Le banche del territorio sono l’ultimo baluardo che permettono ancora un minimo di discrezionalità e valutazione, ma il passaggio che stanno vivendo è insidioso.

Nelle assemblee dei soci delle banche di credito cooperativo a cui ho partecipato, è stata espressa questa preoccupazione da parte di tutti.

Gli interventi dei manager che sono chiamati a governare questo passaggio, sono stati rassicuranti.

Confartigianato Imprese Pistoia continua a sostenere che le banche del territorio hanno una valenza sociale e che il loro radicamento nella comunità è dato dalla conoscenza delle persone e delle dinamiche che quel territorio vive ed è necessario non omologare in maniera univoca i sistemi di valutazione.

Anche noi imprenditori, però, dobbiamo riuscire ad evolverci.

Una gestione differente della finanza aziendale, l’attenzione agli aspetti economici più rilevanti, diventano fondamentali per ogni azienda, da quella individuale a quella più strutturata.

La percezione diffusa è che le banche e le imprese parlino due lingue diverse.

Confartigianato e CNA hanno creato Artigiancredito Toscano, consorzio fidi che negli anni ha garantito migliaia di artigiani, permettendo l’accesso al credito e la sopravvivenze del tessuto imprenditoriale del territorio.

L’emanazione del Decreto crescita, che cancella la lettera “R”, ossia la possibilità di accedere alla garanzia di confidi privati o pubblici promossi dalle Regioni, attraverso contro o co-garanzie al fondo centrale di garanzia, generando un effetto leva, può far andare in grande difficoltà questo strumento e esprimiamo forte dissenso su tale eventualità.

Confartigianato Imprese Pistoia, ha effettuato e continuerà ad effettuare importanti investimenti per offrire ai propri soci servizi e competenze affinché l’imprenditore apprenda il linguaggio bancario adeguando e valorizzando ciò che le imprese creano.

Probabilmente questa è la sfida più grande che dovremo affrontare, non ci fa paura, abbiamo la consapevolezza di poter giocare un ruolo importante anche in questo settore.

Il modello Esportiamo lo mutueremo adeguandolo al tema del credito e ci porterà ad adempiere a quello che è il fine dell’associazione: aiutare le imprese.

Una immagine efficace che rappresenta quello che intendo per associazione la ritrovo nella copertina dell’album “The Dark Side of the Moon”dei Pink Floyd, pubblicato nel 1973.

Un fascio di luce colpisce un prisma che scompone il fascio nel suo spettro. Il fascio di luce è l’imprenditore che necessita di risposte, il prisma è l’associazione che scompone la richiesta nelle tante facce che la compongono portando soluzioni.

Altresì, lo spettro luminoso sono le numerose domande che trovano nella piramide il suo collettore che, attraverso le sue caratteristiche e funzioni, genera un fascio di luce che deve indicare ed illuminare il cammino dell’imprenditore.

Il 2019 è il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, genio e patrimonio dell’Umanità e l’immagine che nella mia mente viene evocata al suo pensiero è “ l’Uomo Vetruviano”.

Nella descrizione Leonardo da Vinci scrive “chelle misure dell’omo sono dalla natura disstribuite”, arrivando ad un modello proporzionale che rappresenta il più alto segno dell’armonia divina.

La perfezione nella quale l’Essere umano è al centro del quadrato e del cerchio, rende pienamente l’idea della nostra centralità rispetto al tutto il resto, subordinati solo al Divino e alla Natura.

Guardo al mio fianco e vedo i componenti del comitato di Presidenza, trovo con lo sguardo i nostri dirigenti, il nostro direttore, i nostri collaboratori e trovo la passione e la voglia di coloro che daranno tutto per arrivare a tagliare il traguardo.

E’ una corsa a squadre, la nostra è coesa e determinata e siccome sono profondamente convinto che la differenza la facciano gli uomini, questo mi dà la certezza di ottenere risultati apprezzabili.

 

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