E' nata Confartigianato Commercio Toscana, Luca Potenti nel direttivo

 

FIRENZE – Nasce Confartigianato Commercio Toscana. L'assemblea costituente del nuovo gruppo di mestieri, si è tenuta a Firenze.

Una scelta che conferma la vicinanza e la complementarietà di artigiani e commercianti. Un grande traguardo per Confartigianato che, per affrontare al meglio le sfide del futuro, si apre in forma strutturata al mondo del commercio. Un segnale importante per dare voce ai sempre più numerosi imprenditori del commercio che, in Toscana, hanno scelto Confartigianato.

La rappresentanza di Confartigianato Commercio Toscana è stata affidata a Paolo Gori, imprenditore fiorentino del settore biancheria, che è stato eletto presidente e Claudia Rinaldi, imprenditrice di Massa Carrara nel settore dell’oggettistica, eletta alla vice presidenza.

Luca Potenti, presidente provinciale di Confartigianato dei servizi e terziario, è stato eletto nel consiglio direttivo.

“Confartigianato finalmente è riuscita a strutturarsi anche per un settore di grande importanza come quello del commercio, comparto sicuramente complesso ma che proprio per questa sua natura ha necessità di essere unito ed organizzato. L’avvento delle nuove tecnologie è senza se e senza ma un’importante strumento a supporto della crescita del settore, è pertanto fondamentale che si creino i presupposti che rendano possibile il loro utilizzo anche ai più scettici... essere proiettati verso il futuro è nel 2017 una priorità per migliorarsi, per tutto questo e oltre da oggi Confartigianato c’è.

Per il presidente Paolo Gori siamo di fronte ad un cambiamento epocale del commercio, cominciato con la proliferazione della grande distribuzione, degli outlet e del mercato on line.

“Dire commercio tradizionale e/o di vicinato vuol dire città - dichiara Gori - non possiamo non considerare la ricaduta sul territorio delle attività commerciali, ed allora è importante comunicare alle amministrazioni locali che il commercio vive laddove non c’è isolamento e desertificazione delle attività. Il mercato dimostra che le grandi distribuzioni mettono in ginocchio le piccole imprese e non è pensabile di poterle sistematicamente inserire all’interno di contesti sociali in cui attività storiche e tradizionali del commercio faticano a sopravvivere”.

 

Per la vice presidente Claudia Rinaldi, “La questione non è essere contro la sharing economy ma combattere la sharing economy senza regole e, soprattutto, la concorrenza sleale dell’abusivismo e dei non professionisti”.  

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