Fisco più semplice e meno tasse: il viceministro dell’Economia Casero a confronto con Confartigianato

ROMA - Semplificare il fisco e ridurre le tasse sulle piccole imprese: è l’obiettivo che guida l’azione del Governo nella prossima Legge di bilancio.

Lo ha detto il viceministro dell’Economia e Finanze Luigi Casero durante un incontro con il Comitato ristretto tributario di Confartigianato, presieduto da Domenico Massimino, membro di Giunta con delega alle Politiche fiscali.

Al confronto con l’esponente di Governo, organizzato dalla Confederazione in vista della presentazione della Legge di bilancio 2017, hanno partecipato Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali, Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi, e un gruppo di responsabili del settore fiscale delle Associazioni territoriali di Confartigianato.

“Oggi il problema da superare – ha detto Casero – è la differenza di tassazione tra le piccole e le grandi imprese”. Per eliminare questo gap, il viceministro si è detto disponibile a lavorare sulle proposte di Confartigianato ribadite dal presidente Massimino. A cominciare dall’introduzione dell’Iri, l’imposta sul reddito delle imprese, che estenderebbe alle imprese personali i benefici attribuiti dall’Ires alle società di capitali e consentirebbe alle piccole imprese di reinvestire gli utili in azienda. Il Presidente Massimino ha poi insistito sulle necessità di tassare i redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza per poter pagare le tasse dopo l’incasso delle fatture. La lista di Confartigianato continua con la richiesta di deducibilità totale dell’Imu sugli immobili strumentali, l’unificazione di Imu e Tasi in una imposta unica sui servizi, l’innalzamento della franchigia Irap, la neutralità fiscale per le cessioni d’azienda a titolo oneroso.

Nel pacchetto di interventi sollecitati da Confartigianato spicca la riforma degli studi di settore sulla quale, il 7 settembre scorso, la Commissione di esperti di Sose ha recepito le richieste di Confartigianato per semplificare gli studi e trasformarli da “armi” di accertamento a strumento di compliance con l’Amministrazione finanziaria, corredandoli di criteri di premialità.

E proprio su questa “rivoluzione” si è soffermato il viceministro Casero, il quale ne ha sottolineato gli obiettivi di semplificazione e comprensibilità e l’addio alla valenza di accertamento a vantaggio degli imprenditori e ha sollecitato a Confartigianato ulteriori contributi di proposte per dare gambe a quella che considera “una ridefinizione totale” degli studi di settore.

Dalla cartella Documenti, è possibile scaricare lo studio elaborato dall'Ufficio studi di Confartigianato

 

 

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